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Salcano
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mwfaSalcanocite-ref-2[2]cite-ref-3[3]cite-ref-4[4]cite-ref-kuk-5-0[5]cite-ref-gemeindelexikon-6-0[6] (mwkqin sloveno mwkgSolkan; mwkwin friulano mwlaSalcancite-ref-7[7]) è un centro abitato della mwmqSlovenia, frazione del comune di mwmgNova Gorica. Situato al confine con l'mwmwItalia sulle rive del fiume mwnaIsonzo, forma un'unica area urbana con Nova Gorica, anche se per questioni storiche e culturali ha mantenuto un'identità separata da essa. È sede di una delle 19 comunità locali in cui si suddivide il comune.cite-ref-8[8]
Contents
• Storia
• Cultura
• Note
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Storia
L'origine del nome Solkan non è slava, bensì romana, e alcuni ritrovamenti archeologici sembrano dimostrare che la zona era abitata anche nella preistoria, circa 15.000 anni fa. Una teoria degli studiosi è che nella zona era situata, 3400 anni fa, Noreia, capitale del Norico.
Dopo la mwqwcaduta dell'Impero romano d'Occidente, e la parentesi del mwraRegno ostrogoto, a seguito della mwrqGuerra gotica (mwrg553) promossa dall'imperatore mwrwGiustiniano I il suo territorio entrò a far parte dei domini mwsabizantini.
Dopo la calata, nel mwsg568, attraverso la mwswValle del Vipacco nell'Italia settentrionale dei mwtaLongobardi, seguiti poi da popolazioni mwtqslave, entrò a far parte del mwtgDucato del Friuli.
In seguito alla caduta del regno longobardo e alla sua inclusione nei domini mwuaFranchi da parte di mwuqCarlo Magno, nel mwug781 entrò nel mwuwRegnum Italiae affidato da Carlo al figlio mwvaPipino; nell'mwvq803 venne istituita la mwvgMarchia Austriae et Italiae che comprendeva il Friuli, la Carinzia, la Carniola e l'Istria. Alla morte di mwvwPipino nell'810, il territorio passò in mano al figlio mwwaBernardocite-ref-9[9].
Con la morte di mwxgCarlo Magno nell'mwxw814, la carica imperiale passò a mwyaLudovico I che affidò il Regno d'Italia al suo primogenito mwyqLotario, il quale già nell'mwyg828 (dopo aver deposto mwywBaldrico per non aver saputo difendere le frontiere orientali dagli Slavi) divise la parte orientale del Regno, ossia la mwzaMarca Orientale (o del Friuli), in quattro contee: Verona, Friuli, Carniola e Istria (comprendente il Carso e parte della mwzqCarniola interna).
In seguito al mwzwTrattato di Verdun, nell'mwaa843, il suo territorio entrò a far parte della mwaqLotaringiacite-ref-10[10] in mano a mwbgLotario I e più specificatamente dall'mwbw846 della mwcaMarca del Friuli, in mano al marchese mwcqEberardo a cui succedettero prima il figlio mwcgUrnico e poi l'altro figlio mwcwBerengario.
Cessato il dominio franco con la deposizione di mwdqCarlo il Grosso, mwdgBerengario, divenuto re d'Italia, passò il marchesato aquileiese al suo vassallo mwdwVilfredo che venne poi nell'mwea895 da lui nominato marchese del Friuli e dell'Istria.
Nel mweg951 passò alla mwewMarca di Verona e Aquileiacite-ref-centrale-11-0[11]; nel mwga952 l'imperatore mwgqOttone I obbligò il re d'Italia mwggBerengario II a rinunciare alle contee “Friuli et Istria”, unendole al mwgwImpero romano-germanico e subordinandole al Ducato di Baviera tenuto dal suo fratellastro mwhaEnrico I a cui successe il figlio mwhqEnrico II. Nel mwhg976 passò al mwhwDucato di Carinziacite-ref-12[12] appena costituito dall'imperatore mwjaOttone II.
In documenti storici, viene menzionata per la prima volta in un documento datato 28 aprile mwjg1001cite-ref-castelli-13-0[13] con il quale l'imperatore mwkwOttone III donava metà del castello e del territorio di Salcano con la villa Gorizia al patriarca Giovanni II e l'altra metà al conte Variento(Werihen)/Guariento del Friuli assieme a mwlaGoriziacite-ref-tih2013-14-0[14]; la località era costituita da un castello (nominato mwmqCastellum Siliganum) e un piccolo villaggio.
Secondo la tradizione popolare, con pietre del castello si costruì la mwmwprima chiesa della zona, successivamente dedicata a mwnaSanto Stefano.
Dal mwng1027 il suo territorio fece parte del mwnwPatriarcato di Aquileia, che da quell'anno venne proclamato da mwoaCorrado II, nella dieta di Verona, “feudo immediato dell'impero” , venendo così tolto dalla dipendenza dei mwoqduchi di Carinzia; nel mwog1077 il Patriarcato venne innalzato (e costituito dall'imperatore mwowEnrico IV) a mwpaPrincipato ecclesiastico di Aquileia, che ebbe influenza, mediante apposito diploma emesso lo stesso anno dall'mwpqimperatore, anche sulla marca di Carniola e sulla contea dell'Istria (quest'ultima già dal mwpg1040 avente lo status di mwpwMarchia et Comitatus Histriae, e dal mwqa1070 ceduta dall'mwqqimperatore a Marquardo III di Eppenstein; Marquardo III, aveva sposato Edvige o Haldemud, figlia di Wilpurga e Variento(Werihen), duca del Friuli e signore di Goriziacite-ref-15[15], dal quale ereditò le signorie isontine).
Marquardo III di Eppenstein, primo conte di Gorizia, fece costruire un primitivo maniero presso l'attuale mwrwCastello di Gorizia e vi trasferì la sua residenza da Salcanocite-ref-castelli-13-1[13].
Col tempo i mwtqConti di Gorizia, in quanto mwtgmwtwadvocati del patriarca, acquisirono gradualmente una larga parte di tali territori, frazionati in feudi minori fra i loro ministeriali, i veri e propri strumenti di governo comitale sul mwuaCarsocite-ref-16[16] e la vicina mwvqIstriacite-ref-17[17].
Nel mwwwMedioevo il villaggio si sviluppò attorno alla chiesa, sotto la cui giurisdizione cadeva inizialmente anche quella di Gorizia, che ebbe una propria chiesa solo nel mwxaXIV secolo. Tuttavia con il passare del tempo Gorizia si sviluppò maggiormente e già dal 1399 diventò preponderante rispetto a Salcano, il cui controllo amministrativo ed ecclesiastico passò sotto quello di Gorizia.
Nel mwxg1500 passò alla mwxwCasa d’Asburgo, mentre nel mwya1512 entrò insieme alla mwyqContea di Gorizia nel mwygCircolo austriaco del mwywSacro Romano Impero, per poi far parte, dal mwza1754, della mwzqContea di Gorizia e Gradiscacite-ref-18[18].
Dopo il mw0wTrattato di Campoformido e al successivo mw1aTrattato di Lunéville, rimase alla mw1qMonarchia asburgica; a seguito della mw1gConvenzione di Fontainebleau si trovò a confinare lungo l'mw1wIsonzo con il mw2aRegno d'Italia napoleonico.
Col mw3gCongresso di Vienna nel 1815 rientrò in mano austriaca nel mw3wRegno d'Illiria come mw4acomune catastale autonomo. Il suo territorio comprendeva anche il mw4qMonte Santo e un pezzo della piana di Gorizia fino al torrente Corno, che includeva l'insediamento di Ponte (l'attuale Ponte del Torrione), oggi nel comune italiano di mw4gGorizia, e mw4wGrazigna (oggi mw5aGrčna), Bianca e Russich (mw5qRusič), oggi completamente inglobate nella città slovena di mw5gNova Gorica.cite-ref-adsdgo-19-0[19] Nel 1849 passò sotto il profilo amministrativo al mw6wLitorale austriaco sempre come comune autonomo che negli anni seguenti si ingrandì assorbendo quello di mw7aCronberg (mw7qKronberg) (che già comprendeva al suo interno anche l'insediamento di mw7gLoke),cite-ref-gemeindelexikon-6-1[6] perdendo tuttavia la parte meridionale del territorio comunale (gli insediamenti di Grazigna, Bianca e Ponte), che venne aggregata al comune di Gorizia.cite-ref-20[20]cite-ref-02-21-0[21]
In tempi più recenti, nel mw-a1906 fu costruito il noto mw-qponte di Salcano, un'opera mirabile in pietra a forma di arco sopra il fiume mw-gIsonzo, che rimane tuttora come il più lungo ponte di pietra intagliata del mondo.
Durante la mwaqaprima guerra mondiale fu, assieme alle alture circostanti del mwaqeMonte San Gabriele e del mwaqiMonte Santo, luogo di scontro tra le truppe italiane e quelle austro-ungariche, in particolar modo durante la mwaqmSesta, mwaqqDecima ed mwaquUndicesima battaglia dell'Isonzo.
Dopo la prima guerra mondiale fu annesso al mwaqcRegno d’Italia e venne inquadrato nel mwaqgCircondario di Gorizia della mwaqkProvincia del Friuli.cite-ref-gazzetta-22-0[22] Come in epoca asburgica, il comune comprendeva le frazioni di Moncorona (mwaq4Cronberg) e Locche (mwaq8Loke).cite-ref-23[23] Nel 1927 però il comune venne soppresso e il suo territorio aggregato a quello di Gorizia. Contestualmente venne creata la nuova mwarqProvincia di Gorizia.cite-ref-24[24]
Fu soggetto alla mwaroZona d'operazioni del Litorale adriatico (OZAK) tra il settembre 1943 e il maggio 1945 e tra il giugno 1945 e il 1947, trovandosi a ovest della mwarsLinea Morgan, fece parte della Zona A della Venezia Giulia sotto il controllo Britannico-Americano del mwarwGoverno Militare Alleato (AMG); Salcano diventò poi parte della mwar0Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia, mentre Gorizia restò all'Italia, venendosi così a rompere definitivamente il legame secolare che esisteva tra i due insediamenti.
Cultura
Secondo il censimento del 1991, a Salcano il 90-91% della popolazione è di etnia slovena e parla lo sloveno come prima lingua, mentre meno dell'8% parla mwasaserbocroato. Gli abitanti nativi parlano una variante del dialetto carsico sloveno, diventato la base del dialetto che verrà poi parlato nella vicina mwaseNova Gorica.
Nonostante la fuga della maggioranza degli italiani nel 1947, l'influenza culturale friulana è ancora presente, soprattutto nella cucina e negli usi e costumi.
Infrastrutture e trasporti
Il centro abitato è servito dalla mwasufermata ferroviaria di Salcano, posta sulla mwasylinea Jesenice-Trieste.
Note
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwas0Censimento 2002 - Nove Gorica
cite-note-22. ↑ Touring Club Italiano, mwateSlovenia. Lubiana, i centri termali. Il parco del Triglav. Il Carso e la costa istriana, Touring Editore, Iolo (PO), 2013, p. 100.
cite-note-33. ↑ Cfr. il toponimo "Salcano" a p. 66 sull'mwatuAtlante geografico Treccani, vol I, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2008.
cite-note-44. ↑ mwatkAtlante stradale d'Italia, Touring Editore, 1998, tav. 13.
cite-note-kuk-55. ↑ mwat0Salcano nella mappa ingrandibile dimwat4 : mwat8"Görz und Gradisca 1911 - K.u.K. Militärgeographisches Institut - 1:75 000 - ZONE 22 - KOL IX" mwauaArchiviatomwaue il 4 marzo 2016 in mwauiInternet Archivemwaum.
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cite-note-1010. ↑ mwaw8la mwaxaLotaringia (con l'Italia) (in verde) nell'impero carolingio con le tre principali suddivisioni dell'anno 843
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cite-note-1515. ↑ citato come Conte di Gorizia in “mwazmNotizie delle Cose del Friuli, scritte secondo i tempi, da Gian-Giuseppe Liruti, Signor di Villafredda ec., Accademico della Società Colombaria di Firenze, e dell'Accademia Udinese, Tomo Terzo, in Udine MDCCLXXVII”
cite-note-1616. ↑ S. Rutar, mwazcZavršniška gospoščina na Krasu, in mwazgIzvestjia Muzejska društva za Kranisko, letnik V (1895), pp. 127mwazk : si attesta la donazione da parte dell'imperatore mwazoCorrado II al mwazspatriarca di Aquileia mwazwPoppone di tutto il territorio carsico (mwaz0totam Carsiam) per aver respinto nel 1028 gli ungheresi che erano penetrati nella mwaz4Carniola
cite-note-1717. ↑ P. Štih., mwaaiop. cit., pp. 23-24; 78; P. Štih. mwaamIl posto dei ministeriali nell'organizzazione e nell'amministrazione dei conti di Gorizia in mwaaqLa contea di Gorizia nel Medioevo, a cura di S. Tavano, Gorizia 2002, p. 95.
cite-note-adsdgo-1919. ↑ mwaa0mwaa4Mappe der Gemeinde Salcano, im Künstenlande Görzer Kreis Bezirk Grafemberg, im Jahre 1822 - catasto austriaco franceschino. Archivio di Stato di Gorizia
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cite-note-02-2121. ↑ mwabwmwab0mwab4Plan der Stadt Görz und ihres Weichbildes 1874 (mwab8mwacaJPG), su mwacegeog.ucsb.edu. mwaciURL consultato il 5 gennaio 2009 mwacm(archiviato dall'mwacqurl originale il 13 agosto 2010).
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cite-note-2424. ↑ mwadgmwadkmwadoVariazioni amministrative del comune di Salcano, su mwadselesh.it.
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Collegamenti esterni
• mwaeaSito turistico di Salcano, su solkan.net. URL consultato il 1º maggio 2013 (archiviato dall'url originale il 15 maggio 2013).
• mwaeiSito della parrocchia di Salcano, su zupnija-solkan.si.
• mwaeqSito ufficiale di Salcano, su solkan.si.